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lunedì 6 gennaio 2014

The Lost Titles #04


E' una rubrica a cadenza mensile (spostata recentemente al primo lunedì di ogni mese), ispirata alla rubrica "The Lost Covers" ideata da Denise del blog Reading is Believing ♥ che vede protagonisti i titoli originali a confronto con quelli italiani.
Quante volte la traduzione lascia a desiderare? Quando rimane abbastanza fedele? E invece quando è persino migliore dell'originale?!


Buonasera, lettori!
Innanzitutto buona epifania! Peccato però che domani si torni alla quotidianità ed ai ritmi di sempre, vero?
Avete già ricevuto gli eventuali regali?
Io sì, ma ne aspetto uno libresco in settimana *^* Intanto mi consolo con la cioccolata, ahah.
Sono felice di poter riprendere questa rubrica sottomano e spero di riuscire a mantenere l'obiettivo di aggiornarla una volta al mese. Anche se devo ammettere che scarseggio un po' di titoli (suggerimenti sono ben accolti XD) e spesso mi sto ritrovando a parlare di libri che ancora non ho letto ma che albergano semplicemente nella mia libreria.
Come i due titoli di cui vi parlo oggi, d'altronde!


Quando la traduzione viene fatta in modo impeccabile...


Titolo originale: The Lovely Bones
Traduzione letterale: Le adorabili ossa
Titolo italiano: Amabili resti
Ho sempre amato il titolo di questo libro perché lo trovo molto poetico ed evocativo. Ha una musicalità tutta sua che mi trasmette, in qualche modo, dolcezza.
Anche il titolo originale mi piace, ovviamente, però devo ammettere che in questo caso preferisco la traduzione italiana ma semplicemente perché mi piacciono di più le parole nella nostra  lingua.
Personalmente credo che la lingua italiana sia una delle più belle al mondo, soprattutto quando si parla di letteratura, perché è molto variegata e piena di sfumature. La lingua inglese invece ha una parola per svariati significati, il che toglie un po' di magia, secondo me. Questo non toglie che io adori la lingua inglese, comunque! (Che trovo molto più adatta alla musica, per esempio).
E quindi davvero complimenti a chi ha scelto questo titolo perché è stato veramente ben scelto ♥

venerdì 20 settembre 2013

The Lost Titles #03


Buongiorno, lettori!
Eccoci con il terzo attesissimo (?) appuntamento con "I titoli perduti".
La rubrica è nata ispirandosi a "The Lost Cover", rubrica ideata da Denise del Reading is Believing ♥, che si occupa del confronto tra le copertine, invece che dei titoli.
Visto che ho saltato qualche appuntamento mensile, questa volta voglio parlarvi di ben tre titoli che ho scovato in giro per internet.
Devo ammettere che credevo ce ne fossero di più. Infatti alcuni dei titoli che ho collezionato nel frattempo non ho ancora avuto modo di leggerli, ahimè.


Titolo originale: Think of a number
Traduzione letterale: Pensa ad un numero
Titolo italiano: L'enigmista
Devo ammettere che capisco la scelta italiana, il titolo è un po' più accattivante, un po' più "misterioso". Però l'essenza del libro è racchiusa davvero in quella frase: "pensa ad un numero".
Questo libro ho avuto modo di leggerlo, mi è piaciuto veramente tanto, è un bel thriller e ti tiene sempre bene in sospeso dandoti comunque molti indizi lungo la strada.
Il punto è che il gioco di quest'assassino è proprio quello di far pensare un numero alle sue vittime. Ha infatti la capacità di sapere esattamente quale numero penseranno le sue vittime (o almeno così sembra) ed ingaggia un gioco psicologico con queste ultime fino a portarle all'esasperazione e poi alla morte.
Quindi per quanto il titolo italiano sia accattivante snatura molto la storia a mio parere. Perché "l'enigmista" mi fa pensare a  "saw", a un horror insomma.

Titolo originale: At first sight
Traduzione letterale: A prima vista
Titolo italiano: Ogni giorno della mia vita
WHAT THE HELL. Io non capisco cosa abbiano contro Nicholas Sparks le case editrici italiane. Non c'è un titolo che sia tradotto con cognizione di causa. Veramente. 
Non potrebbero essere più lontani come titoli! Uno evoca un'istante, un qualcosa di veloce come un battito di ciglia (come il colpo di fulmine, per intenderci), l'altro sembra invece richiamare una storia duratura nel tempo, una storia in cui i protagonisti invecchiano insieme o un protagonista ama l'altro per sempre.
Insomma sono due cose diverse perché una mi fa pensare ad un amore giovanile, l'altro ad un amore da marito e moglie, insomma.
Il punto è che questa storia è fatta proprio di quel lampo, di un amore nato da poco ma che sembra poter durare per sempre. Parla di eventi che arrivano e travolgono proprio come una tempesta estiva. E' tutto veloce, tutto "a colpo d'occhio": non fai in tempo a renderti conto di cosa sta succedendo che è già successo.


Titolo originale: A Walk to Remember
Traduzione letterale: Una passeggiata da ricordare
Titolo italiano: I passi dell'amore
Eccoci ancora con Sparks. Però questa volta devo elogiare la casa editrice, devo ammetterlo.
Il titolo originale mi piace, è molto evocativo, però tradotto in italiano perde un po'. Non si capisce di cosa parli, è un po' anonimo.
I passi dell'amore è più evocativo però sinceramente non mi entusiasma neanche questo XD
Non so. E' che la storia è così piena, così profondamente triste (ho visto il film, il libro devo ancora leggerlo) che boh, vorrei qualcosa che mi desse subito i brividi, qualcosa in grado di attirare l'attenzione. 
Non so. Titolo bocciato in tutte le versioni, sia letterale che adattata XD Non mi convince :S
Però almeno hanno avuto l'accortezza di tenere il tema della "camminata" usando il termine "passi".

♥Bea

sabato 15 giugno 2013

The lost titles #02


Benvenuti al secondo appuntamento con questa rubrica un po' polemica sul cambio di titoli nei libri in seguito all'uscita di film od in seguito ad una traduzione. 
La rubrica è nata ispirandosi a "The Lost Cover", rubrica ideata da Denise del Reading is Believing ♥, che si occupa del confronto tra le copertine, invece che dei titoli.
Se avete letto il primo post sapete benissimo quanto io ODI i titoli cambiati senza criterio ed oggi vi parlerò di ben tre libri.



Partiamo subito da una serie di cui si è discusso molto, forse anche troppo. Tralasciando il mio, ed il vostro, pensiero sulla serie, io vorrei fermarmi su i titoli.
Il primo è "Fifty Shades of Grey". Che in italiano è stato tradotto, letteralmente, in "Cinquanta sfumature di Grigio". ORA: la traduzione letterale ci sta, è anche carina MA, cari traduttori non vi è mai passato per l'anticamera del cervello che la traduzione corretta sarebbe stata proprio "Cinquanta sfumature di Grey"? Perché, caso strano (?), è proprio di Mr.Grey che si parla e delle sue famose cinquanta sfumature. Però questo è un errore perdonabile.
Passiamo ora agli altri libri della serie:
Titolo originale: "Fifty Shades Darker"
Traduzione letterale: "Cinquanta sfumature più scure"
Titolo italiano: "Cinquanta sfumature di nero"
Parliamone. Forse la traduzione letterale non è bellissima, ma rende l'idea. Il libro parla proprio di queste sfumature che sembrano essere più oscure e profonde di quanto non si lasci intendere nel primo romanzo.
(Tra l'altro, fra i tre, questo è stato il libro che ho apprezzato di più).
Però posso ancora starci con il "nero" perché comunque nero e scuro potrebbero essere considerati un po' complementari. 
La fine arriva con il terzo libro della serie.
Titolo originale: "Fifty Shades Freed"
Traduzione letterale: "Cinquanta sfumature liberate"
Titolo italiano: "Cinquanta sfumature di rosso"
Sì, la traduzione letterale non piace neanche a me ma: rosso?! ROSSO.
Sul serio. Parliamone. Che problemi avete?
Perché cosa diavolo c'entra il rosso con il titolo originale davvero non lo comprendo. Sinceramente ho pensato a lungo che fossero i titoli originali della storia, tradotti letteralmente. Quando poi ho scoperto la traduzione reale ci sono rimasta veramente di stucco.
Qualcuno ha capito la scelta del colore in merito al terzo romanzo?
La mia unica consolazione è che le copertine sono rimaste le stesse (o quasi. Di nuovo, qualcuno mi spiega perché solo il terzo libro ha una copertina diversa dall'originale?). Sono molto belle ed evocative perché contengono tutte e tre un oggetto "chiave" all'interno del libro.
Parliamo ora di un'altra serie che sta spopolando in Italia, come all'estero. La serie di "delirium".
In realtà possiamo parlare solo del secondo libro della serie visto e considerato che il primo è stato lasciato in originale.
(Mi spiegate perché hanno cambiato la copertina del primo libro, qui da noi, e invece hanno mantenuto quella del secondo? Non sarebbe stato meglio lasciarle direttamente uguali allora?!)
Veniamo a noi:


Titolo originale: "Pandemonium"
Titolo italiano: "Chaos"
Questo penso sia uno dei titoli più incompresi della storia.
Mi è capitato recentemente, rileggendo Harry Potter, di chiedermi perché avessero cambiato nome ad alcuni personaggi mantenendo comunque la forma inglese (ex: Crabbe - Tiger).
Ed ora mi ritrovo davanti allo stesso quesito. Perché Chaos?! Che è comunque in inglese (perché in italiano si scrive "caos"). Cos'ha "pandemonium" che non va?
Tra l'altro avrei apprezzato di più se la serie a quel punto fosse stata tradotta interamente. A questo punto avremo "Delirio" e "Pandemonio" che, onestamente, non sono neanche brutte come parole. A volte una parola inglese tradotta in italiano fa un po' schifo, in effetti, ma queste sono praticamente uguali alla versione inglese.
E quindi proprio non capisco!
Vorrebbero dirmi che il loro titolo si adatta maggiormente alla storia? Perché il titolo che dà l'autore è sempre quello più adatto visto che è l'unico a sapere cosa vuole  realmente comunicare al lettore, no?
♥Bea

martedì 21 maggio 2013

The lost titles #01



Benvenuti all'inaugurazione della prima rubrica del blog! Questa rubrica, ideata da me (Bea), avrà una cadenza mensile.
Ho pensato a questa rubrica perché io personalmente odio quando i titoli dei libri -e anche dei film in tutta onestà- vengono distorti nella versione italiana e mi è saltata subito in mente dopo aver visto la rubrica "The Lost Cover" ideata da Denise del Reading is Believing ♥
Mi rendo conto che le traduzioni perfette non possano esistere MA titoli che cambiano l'essenza del romanzo no!
Se l'autore ha deciso di chiamare il suo libro "mare" tu, casa editrice italiana, non me lo puoi rinominare "sorriso estivo" perché non c'entra una barbabietola.
(Perdonate gli esempi allucinanti e poco calzanti).
Per questo primo appuntamento ho deciso di soffermarmi su un unico libro, che devo ancora leggere -che la vergogna ricada sulla mia triste persona-. Sto parlando del celebre libro di Stephen Chbosky.

Il libro in questione ha iniziato a prendere spazio nella mente dell'autore nel 1994. Lo stesso autore ha dichiarato che il titolo gli è venuto in mente in seguito, proprio mentre scriveva la frase "I guess that's just one of the perks of being a wallflower". Letteralmente? "Immagino che questo sia uno dei tanti vantaggi dell'essere una carta da parati". Sì, perché il titolo originale è proprio questo: "i vantaggi di essere una carta da parati". Ora, mi rendo conto che come titolo possa perdere la magia in italiano e quindi cos'è successo? Il libro ha preso il nome di "Ragazzo da Parete".
In fondo, il titolo "Ragazzo da parete" si ispira abbastanza al libro in questione. Io non credo che sia molto evocativo, sinceramente, perché ha un suono un po' cacofonico, ma quelli sono gusti. Trovo invece che la copertina sia molto evocativa e aiuti il possibile lettore a capire a colpo d'occhio di che tipo di storia potrebbe trattarsi (però devo dirlo: la copertina originale è migliore sotto tutti i punti di vista). Ora arriviamo alla parte critica: il mio odio profondo per le copertine dei libri rifatte in occasione dell'uscita del film. E' una cosa che mi manda in bestia! Però bisogna dare credito alla grafica perché è davvero bella e risalta sicuramente in una libreria. Ma è qui che avviene il danno, il libro, per adattarsi al film (che comunque in America ha lo stesso titolo del libro) viene rinominato "Noi siamo infinito."
Perché?! PERCHE'?! Sì, okay, ho capito che ha un suo senso, che è legata ai personaggi e tutto quello che vi pare ma... è lontano anni luce dal titolo originale, personalmente non lo trovo molto adatto ma non perché non si adatti alla storia ma perché fondamentalmente non è quello che l'autore ha scelto in principio. A me piace scrivere, ecco. Io se fossi un'autrice di libri non vorrei MAI vedere i titoli dei miei libri storpiati oltre ogni dire perché il titolo è l'essenza del romanzo e non gliela si può strappare così. "Noi siamo infinito" mi evoca l'idea di un amore o di un'amicizia, okay. Il titolo "Ragazzo da parete" però mi fa pensare subito ad un emarginato, alla storia di qualcuno che si è sentito, od è ancora, escluso dalla società o meglio dai suoi pari. Il titolo originale invece mi fa pensare agli eventuali vantaggi che si possano avere nell'essere persone a margine. Mi da un senso positivo, in tutta onestà. E' come se mi dicesse "sì, hey, parlo di un ragazzo che fa da carta da parati, che si sente escluso ma, guarda! A volte fare solo da 'contorno' ha i suoi vantaggi e si possono vivere avventure fantastiche anche senza essere il centro delle attenzioni del resto del mondo". 
(Okay, detta così non ha molto senso.)
Voglio concludere dicendo che i titoli sono importanti, non bisogna dimenticarlo! Devono essere evocativi, devono racchiudere la storia, il suo senso ed allo stesso tempo attirare il lettore.
I titoli dei libri sono come i nomi delle persone, non si devono storpiare.
Voi cosa ne pensate dei titoli storpiati? E di questo libro in particolare?
Intanto vi lascio un saluto e un arrivederci alla prossima puntata!
♥Bea