sabato 22 giugno 2013

Ti prego lasciati odiare



Titolo: Ti prego lasciati odiare
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 318 p.






T R A M A


Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente. E così si ritrovano a dover passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l’orario d’ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di Londra e le sue “frequentazioni” non passano mai inosservate: basta un’innocente serata trascorsa in un ristorante, per farli finire sulla pagina gossip di un noto quotidiano inglese. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con la collega hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca con il facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ben presto però, quello che per Jennifer sembrava uno scherzo, si rivela più complicato del previsto e un bacio, che dovrebbe far parte della messa in scena, scatena brividi e reazioni del tutto inattesi…


R E C E N S I O N E



Ho letto questo libro come valvola di sfogo dovuta allo stress da libri catastrofici, paranormali, scioccanti, devastanti e pieno zeppo di morti sotto il letto. Che dire che l'ho trovato infinitamente divertente? Ian e Jenny hanno uno scopo nella vita: distruggersi a vicenda, punzecchiarsi, sfidarsi e rovinare la vita dell'altro. Ian è sexy, single, senza contare che è un lord. Jenny è single, vegana e con una famiglia che si caverebbe entrambi gli occhi per donarli in beneficenza. Lei ha trentatré anni. Lui trentuno. Lui passa il tempo a divertirsi passando da PR a modelle. Lei cerca un fidanzato normale, dato che il precedente l'ha piantata. Entrambi non riescono ad avere una relazione stabile. Quando Charles la lascia, il mattino dopo Jennifer arriva in ritardo a lavoro e dovrà fare i conti con le conseguenze del suo ritardo: lavorare fianco a fianco ad Ian. Cosa c'è di più peggiore che sopportare il proprio acerrimo nemico senza contare che gli aveva pure tirato un pugno in faccia?! Durante uno dei loro incontri, viene fotografata insieme ad Ian e la situazione precipita perchè Ian fa una di quelle proposte che difficilmente un tipo come Jenny potrebbe rifiutare, lavorare al caso del Signor Beverly prendendosi ogni merito e in cambio fingere da fargli da fidanzata, dato che la sua presenza sembra aver dato alle altre pretendenti una ragione per farsi da parte. Da qui una serie di eventi spassosi, perchè dovete capire che Jenny non è tipo che si fa mettere i piedi in testa da nessuno, neanche da un tipo che vive in un castello vittoriano. Sopratutto non lascerà entrare una persona boriosa, saccente e testarda come Ian nel suo cuore, proprio no, neanche se è un'ottimo baciatore e ha due occhi che sembrano due oceani

Ho apprezzato molto lo scambio di battute fra i due protagonisti, davvero geniali che mi hanno regalato un bel po di sorrisi e risate. Non c'è stato un momento di noia, anche verso la fine del libro, scorrevo di più la lettura, perchè volevo vedere come andava a finire. Che dire? Ho amato molto Ian, sopratutto verso la fine, chi di voi lo leggerà, capirà benissimo di cosa parlo.

                                                                                                                                                      ♥ Jess

mercoledì 19 giugno 2013

Cercando Alaska

Buongiorno (pomeriggio), il gruppo di lettura sul forum è terminato da qualche settimana e riguardava il libro "Cercando Alaska".
Eravamo un po' indecise su come fare la recensione ed alla fine abbiamo deciso di dividerla in due parti: una con le opinioni di Sanda ed una con le mie (Bea).
E quindi eccoci qui!
(N.B. Il voto in cupcakes è una media fra le nostre opinioni).


Cercando Alaska


Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Editore: RL Libri (collana Superpocket. Best seller)
Prezzo: 5.90 €
Pagine: 299

T R A M A

Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un'esclusiva prep school dell'Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice. e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perché. È stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?

"Se gli esseri umani fossero precipitazioni atmosferiche, io sarei stato una pioggerella, lei un ciclone."

R E C E N S I O N E


Bea's
A me il libro è piaciuto molto. Ti scorre sotto le dita con una velocità mostruosa!
E' un soffio d'aria gelata.
Credo che questo libro sia uno di quelli che ami oppure ti lascia indifferente.
So che a molti ha lasciato un po' così, senza infamia e senza lode. A me però è piaciuto, lo rileggerei volentieri e lo consiglierei sotto l'ombrellone, come lettura leggera.
Il punto è che chi ha scritto la trama dovrebbe farsi un esame di coscienza. Generalmente si parla della morte di un personaggio solo quando avviene nelle prime pagine del libro.
Qui invece ci troviamo davanti ad un "prima" e "dopo" l'incidente. Il libro è praticamente spaccato a metà. E mi ha rovinato l'effetto shock, non mi ha dato la possibilità di strapparmi i capelli per lei.
Questa per me è l'unica pecca. E non sapevo neanche che trama mettere qui sopra perché non ce ne sono altre diverse. E quindi mi dispiace di aver tolto anche a voi questa possibilità.

Sanda's 
Sinceramente mi aspettavo di più da questo libro: avendo letto dello stesso autore "Colpa delle stelle", che mi aveva tenuto sveglia fino alle 3 di notte per finirlo, pensavo che anche questa opera mi avrebbe conquistata, per, lo spoiler sulla morte di Alaska presente nella trama, rovina tutto il libro.
Troviamo una suddivisione del libro in prima e dopo a loro volta suddivisi in brevi capitoli con il conto alla rovescia come titolo: la prima parte ci permette di conoscere meglio il protagonista e gli altri personaggi; il dopo, che inizia con la morte di Alaska (punto centrale del libro), è differente dalla prima parte, più lenta per permettere l’approfondimento del carattere di Miles: Il dopo è caratterizzato da una corsa repentina alla ricerca di quel qualcosa che la morte di Alaska ha portato via.
Questo libro, oltre a farci riflettere sulla morte, costante della vita, soprattutto tra gli adolescenti, presenta numerosi riferimenti filosofici e religiosi.
Lo stile dello scrittore e fluido, e la trama alla fine non è male, ma come ho detto viene rovinata da quello spoiler.


♥ Bea & Sanda

sabato 15 giugno 2013

Find your trilogy - introduction



Evvai! Finalmente ho trovato il tempo per dedicarmi a quella che sarà una delle attività più prolifiche qui nel blog! Questa "rubrica" non ha un vero e proprio scopo preciso, è semplicemente un mezzo per me per farvi partecipe di una delle tendenze del momento, le trilogie! Perchè accontentarsi di un libro, lasciando la storia con mille dubbi, quando è possibile approfondirla, rendendola più godibile?! Sono un'amante dei libri, che desidera solamente che quando inizia una storia, venga resa la più chiara possibile, senza lasciare nulla al dubbio, cosa che mi divora ogni volta quando finisco un libro autoconclusivo, mi lascia sempre con mille dubbi, troppi punti interrogativi e le ore di sonno accorciate per i troppi pensieri. Ma anche le trilogie lasciano l'amaro in bocca. Vogliamo discutere di quando la protagonista si innamora di un ragazzo e nel secondo libro viene presentato il cosidetto "terzo incomodo"? E nel capitolo finale, sapremo su chi ricade la scelta?! Alcune volte, questa decisione di mettere una scelta amorosa per la protagonista non lo sopporto, credo che alle volte, l'amore si apprezza ma non è l'elemento focale della storia. Di solito il primo libro è sempre il migliore. Ebbene si, non credo di essere l'unica a saperlo. Quand'è che una trilogia fa successo? Io penso dipenda dal secondo libro, se il secondo è migliore del primo, ha buone probabilità di farsi spazio nel mondo ed essere riconosciuto per quello che è, una bella saga, con colpi di scena, amore, una piccola dose di azione e tanto coraggio.
Cosa leggi principalmente? I filoni che seguo molto assiduamente sono gli urban fantasy, young adult, erotici(non troppo), distopici. Specialmente mi sto dedicando a gli ultimi trovandoci una vera passione, la vena catastrofica mi sta appassionando molto, ma non voglio approfondire il discorso, perchè protrei rivelare qualcosa di top secret!
Come pensi di condurre questa "Rubrica"? Vi anticipo già che sarà piena di spoiler. Onde evitare attacchi, saprete già che piega prenderà. Ne discuterò fino allo sfinimento, esperrò le mie opionioni, insulterò in maniera gentile e garbata (ma anche no) l'autrice perchè qualche volta serve qualcuno che le faccia fischiare le orecchie. Che senso avrebbe senza spettegolarci sopra? Saremo io e voi, un bel salotto immaginario e confesseremo i pregi e i difetti dei protagonisti, l'andamento della storia, le scelte e qualsiasi cosa ci possa venire in mente.
Spero che la mia idea vi piaccia, sono sicura che insieme conquisteremo il mondo(?) oppure una bella fetta di torta, che guarda caso fa sempre bene, insieme ad una bella tazza di tè!

♥Jess 









The lost titles #02


Benvenuti al secondo appuntamento con questa rubrica un po' polemica sul cambio di titoli nei libri in seguito all'uscita di film od in seguito ad una traduzione. 
La rubrica è nata ispirandosi a "The Lost Cover", rubrica ideata da Denise del Reading is Believing ♥, che si occupa del confronto tra le copertine, invece che dei titoli.
Se avete letto il primo post sapete benissimo quanto io ODI i titoli cambiati senza criterio ed oggi vi parlerò di ben tre libri.



Partiamo subito da una serie di cui si è discusso molto, forse anche troppo. Tralasciando il mio, ed il vostro, pensiero sulla serie, io vorrei fermarmi su i titoli.
Il primo è "Fifty Shades of Grey". Che in italiano è stato tradotto, letteralmente, in "Cinquanta sfumature di Grigio". ORA: la traduzione letterale ci sta, è anche carina MA, cari traduttori non vi è mai passato per l'anticamera del cervello che la traduzione corretta sarebbe stata proprio "Cinquanta sfumature di Grey"? Perché, caso strano (?), è proprio di Mr.Grey che si parla e delle sue famose cinquanta sfumature. Però questo è un errore perdonabile.
Passiamo ora agli altri libri della serie:
Titolo originale: "Fifty Shades Darker"
Traduzione letterale: "Cinquanta sfumature più scure"
Titolo italiano: "Cinquanta sfumature di nero"
Parliamone. Forse la traduzione letterale non è bellissima, ma rende l'idea. Il libro parla proprio di queste sfumature che sembrano essere più oscure e profonde di quanto non si lasci intendere nel primo romanzo.
(Tra l'altro, fra i tre, questo è stato il libro che ho apprezzato di più).
Però posso ancora starci con il "nero" perché comunque nero e scuro potrebbero essere considerati un po' complementari. 
La fine arriva con il terzo libro della serie.
Titolo originale: "Fifty Shades Freed"
Traduzione letterale: "Cinquanta sfumature liberate"
Titolo italiano: "Cinquanta sfumature di rosso"
Sì, la traduzione letterale non piace neanche a me ma: rosso?! ROSSO.
Sul serio. Parliamone. Che problemi avete?
Perché cosa diavolo c'entra il rosso con il titolo originale davvero non lo comprendo. Sinceramente ho pensato a lungo che fossero i titoli originali della storia, tradotti letteralmente. Quando poi ho scoperto la traduzione reale ci sono rimasta veramente di stucco.
Qualcuno ha capito la scelta del colore in merito al terzo romanzo?
La mia unica consolazione è che le copertine sono rimaste le stesse (o quasi. Di nuovo, qualcuno mi spiega perché solo il terzo libro ha una copertina diversa dall'originale?). Sono molto belle ed evocative perché contengono tutte e tre un oggetto "chiave" all'interno del libro.
Parliamo ora di un'altra serie che sta spopolando in Italia, come all'estero. La serie di "delirium".
In realtà possiamo parlare solo del secondo libro della serie visto e considerato che il primo è stato lasciato in originale.
(Mi spiegate perché hanno cambiato la copertina del primo libro, qui da noi, e invece hanno mantenuto quella del secondo? Non sarebbe stato meglio lasciarle direttamente uguali allora?!)
Veniamo a noi:


Titolo originale: "Pandemonium"
Titolo italiano: "Chaos"
Questo penso sia uno dei titoli più incompresi della storia.
Mi è capitato recentemente, rileggendo Harry Potter, di chiedermi perché avessero cambiato nome ad alcuni personaggi mantenendo comunque la forma inglese (ex: Crabbe - Tiger).
Ed ora mi ritrovo davanti allo stesso quesito. Perché Chaos?! Che è comunque in inglese (perché in italiano si scrive "caos"). Cos'ha "pandemonium" che non va?
Tra l'altro avrei apprezzato di più se la serie a quel punto fosse stata tradotta interamente. A questo punto avremo "Delirio" e "Pandemonio" che, onestamente, non sono neanche brutte come parole. A volte una parola inglese tradotta in italiano fa un po' schifo, in effetti, ma queste sono praticamente uguali alla versione inglese.
E quindi proprio non capisco!
Vorrebbero dirmi che il loro titolo si adatta maggiormente alla storia? Perché il titolo che dà l'autore è sempre quello più adatto visto che è l'unico a sapere cosa vuole  realmente comunicare al lettore, no?
♥Bea

martedì 11 giugno 2013

Ragazzo da parete

Buongiorno! Finito lo stage ho finalmente del tempo in più per dedicarmi alla lettura e quindi eccoci qua ad una nuova recensione, quella di "Ragazzo da parete". Se seguite questo blog dall'inizio vi ricorderete del primo post della rubrica "the lost titles"(potete trovarlo qui). A quel tempo non avevo letto il libro, ovviamente, e già non mi piaceva l'adattamento italiano, tanto meno l'ultimo "noi siamo infinito". E dopo aver letto il libro, sinceramente, lo odio ancora di più perché con la storia c'entra veramente poco.



Titolo: Ragazzo da parete
Autore: Stephen Chbosky
Titolo originale: The perks of being a wallflower
Editore: Frassinelli (collana Strade)
Prezzo: 16.00 €
Pagine: 271

T R A M A

Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.

"Non so se hai mai desiderato addormentarti, per svegliarti solo mille anni dopo. Non so se hai mai pensato che vorresti non essere al mondo; o non renderti conto di essere vivo. O qualcosa del genere.
Credo che sia un'idea morbosa, ma è esattamente così che succede a me, in questi momenti".

R E C E N S I O N E


E' il classico libro che potrei leggere tutto d'un fiato, in un giorno solo e che anche se sembra un libro da niente in realtà ti insegna molto.
La trama, sinceramente, non credo che riesca a cogliere a pieno quello che è questo libro.
Raccoglie tutta una vasta gamma di emozioni che arriverebbero a chiunque, perché chiunque ne ha provata almeno una. Racconta dell'amore adolescenziale, delle paure dei giovani, dei loro errori, dei loro sogni, della vita che a volte non è giusta ma che a volte sa anche come farti un regalo.
Charlie è un ragazzino disagiato, uno di quelli che ha difficoltà nell'aprirsi e nel farsi amici (e sinceramente mi ci rivedo molto per questo). Oserei dire che è affetto da una lieve forma di autismo, chi ha letto il libro capirà perché lo dico, ma più che altro affetto da animo sensibile. E dico "affetto" perché questa estrema sensibilità attecchisce il protagonista in più punti, e non solo nella sua accezione negativa.
Charlie è un ragazzo molto empatico, dall'intelligenza spiccata anche se a volte può sembrare il contrario.
Ho trovato curiosa la forma epistolare del romanzo perché non me l'aspettavo affatto. Ma è stata una sorpresa piacevole.
La cerchia di amici in cui si ritrova Charlie è una fra le più variegate che si possano scegliere: c'è la ragazza carina che tutti credono stupida ed egocentrica ma che in realtà ha solo bisogno d'amore, la ragazza segretamente appassionata di film, il ragazzo gay che tutti vorrebbero per amico, la ragazza più carina della scuola che di convenzionale non ha niente e così via. A volte questi amici sono la sua salvezza, a volte sono invece coloro che gli arrecano dolore. Coloro che lo spingono su una strada non proprio raccomandabile.
Fra alcol, sigarette e droghe Charlie inizia a farsi uno spazio in questo gruppo assortito di persone, quasi senza rendersene conto.
Charlie, in fondo, è solo un ragazzino confuso che si lascia un po' trasportare dagli altri.
E' uno che ha paura. Ed è uno che ci sente molto in colpa, che crede di avere qualcosa di sbagliato e si affanna per trovarlo. E' quello che piange per sua zia Helen, per il suo amico che si è suicidato un anno prima, per i suoi amici che lo lasciano solo, per i suoi amici che lo accolgono nel loro gruppo e per mille altre cose.
Fra attacchi di panico e crisi a limite dell'isteria impariamo a capire che Charlie non è quello che chiameremmo un ragazzo "normale" ma che allo stesso tempo è la persona più comune che abbiamo mai incontrato. Perché tutti ritrovano sicuramente un lato di loro in questo ragazzo speciale ed io personalmente l'ho trovato molto affine alla mia persona sotto molti aspetti. Forse è per questo che mi è piaciuto tanto.
Quindi il mio voto finale è stato 5/5.


Qualche speculazione (allerta spoiler!) Chi credete che fosse l'amico anonimo a cui ha sempre scritto Charlie?
Molti affermano che sia se stesso ed io personalmente concordo ma non condivido la motivazione scatenante di quest'affermazione.
Dicono che sia Charlie stesso perché nella prima lettera Charlie scrive a questa persona dicendogli che lo fa perché "non è andato a letto con lei, anche se avrebbe potuto" ed in seguito è quello che accade fra lui e Sam. Ma il punto è questo: Charlie scrive la sua lettera nel 1991 e tra lui e Sam succede quel che succede solo nel 1992. Non essendo un fantasy in cui si viaggia nel tempo ho i miei dubbi che sia andata così XD
Quindi credo che ci resterà sempre il dubbio.


♥ Bea

giovedì 6 giugno 2013

Il Maestro e Margherita


Buonasera! Finalmente ho trovato il tempo di finire "Il Maestro e Margherita" e quindi mi adopero per la mia seconda recensione su questo blog.
Il libro mi è piaciuto molto e ve lo consiglio.
(Questa copertina italiana mi piace veramente tantissimo perché è molto molto inerente alla storia, soprattutto il bel gattone!).



Titolo: Il maestro e Margherita
Autore: Michail Bulgakov
Editore: Newton Compton (collana Grandi Tascabili Economici)
Prezzo: 6.00 €
Pagine: 352

T R A M A

Woland, incarnazione di Satana, capita nella Mosca degli anni '20. Con interventi magici sconvolge l'ambiente teatrale e letterario, smascherando soprusi e favoritismi. Aiuta soprattutto il Maestro, scrittore vittima della censura per un romanzo su Pilato (di cui vengono riportati nella narrazione alcuni capitoli, quelli relativi alla condanna a morte di Cristo). Rinchiuso in manicomio, come indesiderabile, viene liberato grazie all'intervento di Margherita, la donna da lui amata, che accetta di diventare strega e per una notte guidare il gran sabba di Satana.
"-Ascolta il silenzio,- diceva Margherita al Maestro, e la sabbia scricchiolava sotto i suoi piedi nudi, -ascolta e goditi quello che non ti è mai stato concesso in vita: la quiete."

R E C E N S I O N E


Questo è uno di quei libri che mi mette in difficoltà perché non so come recensirlo. Non voglio dire troppo, ma non voglio dire neanche poche cose. E una via di mezzo è difficile trovarla quando ti trovi davanti un ciclone come questo.
Partiamo da una precisazione: non è una storia d'amore.
Sì, c'è anche quella, ma non stiamo parlando di "Orgoglio e Pregiudizio" o "Anna Karenina". Minimizzare questo romanzo alla storia d'amore che occupa sì e no 1/3 del libro è riduttivo.
Lo preciso perché anche se avevo letto la trama, avevo sentito spesso parlare di questo romanzo e mi sembrava di aver capito che fosse appunto a sfondo romantico.
In realtà in giro non ho trovato nessuna trama che mi soddisfacesse perché io odio le trame che indicano troppo la via percorsa dal romanzo. Mi spiego: l'identità di Woland viene spiegata solo dopo un bel po' che la storia va avanti e piazzare la sua identità nella prima riga delle trame rovina un po' il mistero che avvolge la sua figura. Per il resto non vorrei essere nei panni di chi ha dovuto scriverla perché questo libro è un po' come il Doctor Who dei telefilm: non c'è un modo per spiegarlo, lo devi leggere!
C'è dentro mistero, comicità, pesantezza, speranze, disillusioni. C'è dentro un po' tutto ed è uno dei pochi romanzi della letteratura russa su cui ho messo le mani che mi è effettivamente piaciuto.
Il libro, come detto nella trama, è sostanzialmente diviso in due: i giorni attuali di una Mosca sconvolta dalla presenza di Woland ed i giorni riguardanti la cattura di Cristo e le varie decisioni di Ponzio Pilato.
I capitoli su Pilato sono estremamente interessanti anche se ovviamente procedono più a rilento rispetto al resto. La Mosca sconvolta è praticamente la parte tragicomica del romanzo.
Io non ho provato nessuna pietà per i poveri malcapitati (fatta eccezione per Ivan e Berlioz -scusate, potrei scrivere male i cognomi, abbiate pietà di me) ed anzi, ho anche sentito una certa soddisfazione per le loro vicissitudini e mi sono divertita veramente tanto!
Gli accompagnatori di Woland sono personaggi molto caratteristi, coloriti e divertenti e in particolar modo ho adorato il gatto, Behemot.
Poi ovviamente come in tutti i libri, ed in particolare quelli molto descrittivi come questo, ci sono stati momenti morti in cui la lettura procedeva a rilento, ma meno di quanto mi aspettassi all'inizio sinceramente!
Quindi ve lo consiglio, mi ripeto, ed il mio voto finale è un quattro.
Qui il mio 4/5 non è per il finale tronco perché i cerchi sono tutti chiusi alla perfezione e non mi ha lasciata senza alcuna domanda, ma solo perché io personalmente non amo le descrizioni minuziose che sì, ti trasportano nel mondo ma alla lunga divengono pesanti ed affaticano l'immaginazione.

♥ Bea